domenica 21 febbraio 2021

2021 

Ho letto Le ripetizioni, di Giulio Mozzi.
Raramente un libro mi ha messa così in discussione perché leggendolo, ho provato un dolore insolito, legato al fatto di non capire e di non accettare, e di sentirmi allo stesso tempo catturata in un vortice che mi ha tolto il respiro.
E mi è spiaciuto, perché quel dolore per un momento ha offuscato in me ciò che di meraviglioso porta con sé questo romanzo. Sì, avrei voluto rimanere tra le rêveries e le costruzioni sintattiche del primo capitolo, invece il romanzo mi ha catapultata in una dimensione corrotta dal male, e mi sono sentita trascinata in un incubo, dove, per fortuna, le ultime parole sono state come un pizzicotto che mi ha risvegliata.
Sono dovuti passare dei giorni, poi ho deciso di ritornare indietro e di ripercorrere quelle vie attraverso un percorso diverso, cercando un’altra strada, un altro livello di lettura, così come la sapiente costruzione labirintica di questo romanzo permette di fare. Il mio cammino non è ancora finito.

lunedì 27 maggio 2019

I predestinati, di Heiko H. Caimi


I predestinati - Heiko H. Caimi - copertina


2019

Heiko ha scritto un romanzo corale, dove nessuno è protagonista, dove nessuno è un eroe. Dove il sistema si impone come crudele burattinaio e decide per tutti. E tutti si muovono ai suoi comandi, nessuno si salva, tutti sono vittime e carnefici. Menti pilotate, interessi che travalicano il buonsenso, il fine che giustifica i mezzi, la paura di esporsi, la cattiveria dell'uomo quando si perde nel branco. Il romanzo è metafora triste di ciò che ci circonda. Per fortuna, in fondo, esiste un sottile filo di speranza.

Il romanzo è caratterizzato da una lingua cruda, diretta, senza filtri. Il ritmo è incalzante, i punti di vista cambiati ininterrottamente e in velocità sembrano interpretare la realtà di oggi, caratterizzata da una comunicazione superficiale, dalla fretta di fare per fare e dalla voglia di andare oltre.
La storia ci fa guardare dentro e ci impone delle domande. Siamo sicuri di avere il coraggio di rispondere?

domenica 5 maggio 2019

La proibizione, di Valentina Durante



2019

Da un po' di tempo mi sono convinta che certi libri debbano essere letti due volte: la prima per gustarsi la trama, gli intrecci, la storia nel suo complesso e il "vediamo come va a finire", la seconda per gustare lentamente la lingua e la costruzione di una frase, i punti, le virgole, i significati, e quelle parti di noi che sono nascoste tra le righe.
Il libro di Valentina è uno di questi libri: è intrigante, denso, vischioso, come le relazioni che tengono insieme questa famiglia che non so se definire magica o patologica. La storia è apparentemente semplice, ma sorprendente a ogni pagina. Soprattutto, però, questa storia è raccontata attraverso una scrittura precisa, ricercata, anche complessa, e allo stesso tempo necessaria, senza sbavature.
E poi ci sono le descrizioni, della casa, degli oggetti, delle azioni, dei fatti vissuti e dei fatti raccontati dalla protagonista come se fossimo lì con lei a vedere, a cercare, ad aspettare, a soffrire.
Non racconterò la storia, dico solo che leggere questo romanzo potrebbe essere utile ad aggiungere consapevolezza a persone che vivono un rapporto complicato o un amore condizionato, dentro i quali sentono di non potersi esprimere liberamente ed essere se stessi.

mercoledì 10 ottobre 2018

Conforme alla gloria, di Demetrio Paolin


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2016
Un intrico di trame apparentemente parallele che inevitabilmente si incrociano e dialogano tra loro attraversando tre generazioni, tra il 1945 e il 2010. Anche i luoghi nei quali accadono le vicende raccontate sono apparentemente lontani tra loro, ma anche i luoghi, così come le storie, arrivano a comunicare tra loro, e si avvicinano.
E' un romanzo che ci riporta a vivere un pezzo di storia scomoda, della nostra storia di uomini che ad un certo punto si sono dimenticati di essere uomini e che si sono dimenticati di avere di fronte a loro altri uomini; un pezzo della nostra storia che troppo spesso nascondiamo, come la polvere, sotto un tappeto.
Ma questa storia ci riporta con vigore non solo indietro nel tempo ma dentro il tempo, un tempo che in fondo non esiste perché il tempo è la memoria e dove esiste la memoria il tempo non serve più.
E poi è un libro sulla verità: "esistono tante verità quanti sono gli uomini" diceva il mio professore di Psicologia Dinamica tanto tempo fa e questo è quanto sapientemente ci dimostra l'autore attraverso le pagine di questa storia, piene di personali verità, soggettive, camuffate, pietose, vergognose. Verità che guardiamo in faccia con timore, perché non sappiamo che cosa ci troveremo dentro, lo sospettiamo e per questo non siamo mai pronti.
E' un libro che parla anche di rispetto, di profondo rispetto per ogni uomo, per quello che sente, per quello che prova sulla sua pelle. E' profondamente sbagliato, inopportuno, crudele e presuntuoso pensare di sapere che cosa sente un altro uomo sulla propria pelle e non ce lo dobbiamo dimenticare mai, soprattutto quando, aldilà di tutto, ci sentiamo pronti a giudicare, a puntare il dito, a sentirci migliori.
E' un libro che fa male, ed è giusto che sia così, perché dobbiamo rimanere vigili, affinché ciò che è stato non ritorni.

sabato 8 settembre 2018

Le ore, di Michael Cunningham

Premio Pulitzer 1999.
Chi ama Virginia Woolf non può non leggere (e quindi amare) questo omaggio a lei e alla sua arte. Michael Cunningham riesce a fare qualcosa di raro: farci amare un libro che parla di un altro libro. E della sua autrice.
Le ore racconta le vite di tre donne che pur vivendo in epoche differenti sono accomunate da qualcosa di speciale, un libro: Mrs Dalloway (che dapprincipio, nelle intenzioni della Woolf, doveva intitolarsi anch'esso "The hours").
La prima storia è proprio quella di Virginia Woolf, che sta scrivendo il suo libro e sta vivendo giorno dopo giorno quel cammino faticoso, complicato, doloroso e per lei estenuante che la condurrà infine al suicidio; la seconda è la storia di Laura Brown, che, colpita e quasi ossessionata dal libro, riuscirà a lasciarsi alle spalle una vita insoddisfacente per cercare e ritrovare se stessa; la terza è la storia di Clarissa Vaughan, intellettuale newyorchese che rivive, in un certo senso, qualche momento della vita della Clarissa protagonista di Mrs. Dalloway: infatti la conosciamo mentre sta organizzando una festa, in questo caso, però, in onore di un poeta e scrittore amico, che non riuscirà a reggere le difficoltà di una malattia ormai incurabile e deciderà di farla finita.
Tre donne complesse, tre destini differenti, tre storie che ci regalano riflessioni su di noi, fragili creature che viviamo immerse in sentimenti contrastanti e alla perpetua ricerca della felicità, o almeno di qualcosa che si avvicini un poco alla sensazione della felicità, metafora effimera di una vita soddisfacente e piena.
Da non perdere il film di Stephen Daldry tratto dal libro, con Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore.

sabato 25 agosto 2018

Winesburg, Ohio, di Sherwood Anderson

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Se leggiamo questo romanzo fatto di racconti da un punto di vista prettamente umano, le storie non risentono del tempo passato. Un secolo non è bastato a cambiare il senso di solitudine che un uomo o una donna possono provare di fronte alla propria inadeguatezza o di fronte ad altre persone così diverse da peggiorare fino all'estremo il senso della propria solitudine.
I protagonisti hanno in comune due aspetti fondamentali: sono tutti cittadini di una cittadina rurale ai margini dell'America e sono afflitti ognuno dalla propria personale solitudine.
La storia di ognuno di loro diventa di fatto la storia di George Willard, un ragazzo che, attraversando da protagonista o da osservatore le vite degli altri, decide, alla fine, di andarsene via come unica possibilità di crescita e di salvezza.

Winesburg, Ohio, è uno di quei libri che, appena finito, ho avuto la sensazione di dover rileggere, per la paura di non aver colto tante piccole riflessioni umanamente vere che l'autore ha disseminato tra i capitoli. E' scritto con il linguaggio e i pensieri delle persone semplici, ma con la profondità di chi conosce molto bene l'animo umano e lo sa raccontare attraverso parole e avvenimenti apparentemente banali.

"...quando lei scese e comparve sulla porta, egli perse la sua sicurezza e diventò stupido"
"...si dimenticò di essere un contadino vecchio e saggio e, gettato via il cappotto strappato, si mise a correre per il campo"

Oggi la ristrettezza di orizzonti che i protagonisti di questo libro erano costretti a subire, probabilmente sarebbe ampliata dalle opportunità tecnologiche che ci permettono un contatto con il mondo da ogni angolo della terra, anche il più sperduto. Ma siamo così sicuri che basti una televisione o un collegamento wi-fi per renderci informati, partecipi della vita del mondo e soprattutto, invulnerabili alla solitudine?

sabato 5 maggio 2018

Le italiane si confessano, di Gabriella Parca

1959
"Le italiane si confessano" è un libro di autoritratti. Vi sono raccolte, infatti, le lettere che tante giovani donne hanno scritto e inviato a una rivista femminile nel corso degli anni '50. Hanno chiesto a persone sconosciute, ma spesso considerate "gli unici amici", i consigli e i pareri più disparati.
A una prima lettura, come ha scritto Pier Paolo Pasolini nella sua prefazione a una delle tante edizioni, il libro potrebbe divertire, in realtà, ascoltare queste voci fa riflettere sulla condizione femminile di quegli anni.
La raccolta, infatti, è uno spaccato importante della storia della nostra cultura: spesso le donne raccontano colpe che si sentono ma che non hanno, raccontano pensieri profondi, per loro vergognosi o al limite del lecito, fanno riflessioni ingenue, pongono domande spinose, a volte decisive per la loro vita, come dichiarano a volte con grande fervore alla fine delle loro lettere.
Spesso traspare da queste pagine tanta solitudine: è evidente che spesso nel contesto nel quale vivono non vengono ascoltate e capite e che sono costrette a cercare qualcuno che guardi il mondo insieme a loro, per capirlo meglio.
E' in fondo uno spaccato antropologico, valorizzato dalla prefazione di Cesare Zavattini, e che è necessario leggere con calma. Sono tante storie, ognuna con il peso di una vita a volte molto complessa, piena di difficoltà.