Un giovane uomo, in attesa da anni di condividere la sua vita con una donna sposata, finalmente potrebbe farlo, dato che lei è rimasta improvvisamente vedova.
Nel corso del viaggio per raggiungerla, il protagonista conosce un gruppo di ragazzini, figli di due suoi vecchi amici e ne rimane affascinato.
Colpito dal rapporto esistente tra i fratelli e ammaliato suo malgrado dalla sorella maggiore che, pur essendo lei stessa ancora una bambina, segue in prima persona la crescita dei fratelli più piccoli, Martin desidera stare con loro e aiutarli.
Non lo ammette, Martin, se non dopo tanto tempo, di essersi innamorato di questa ragazza, tuttavia cerca di far avanzare la sua storia, purtroppo con poca convinzione.
Alla fine rimarrà solo, per non aver saputo ammettere e gestire con più spontaneità i suoi sentimenti.
mercoledì 31 gennaio 2018
domenica 28 gennaio 2018
John Fante, Chiedi alla polvere
Libro del 1939.
La ricerca e il rifiuto di sé, tutto nello stesso libro.
"Due persone in una stanza: una è una donna, l'altra è Arturo Bandini, che non è né carne né pesce, né niente", scrive Fante del suo protagonista. E questo sarà Arturo Bandini per tutto il romanzo.
Siamo noi Arturo, siamo noi le persone alla ricerca di qualcosa, una ricerca che ci rende concreti e tridimensionali, visibili agli altri e accettati da noi stessi come persone piene di contraddizioni.
Gli aspiranti scrittori troveranno in questo libro uno specchio nel quale ricercare traccia della propria passione. Arturo ha talento e riesce facilmente a realizzare scritti, scrive un racconto e glielo pubblicano, scrive una lettera e diventa automaticamente un racconto, scrive un romanzo e subito gli viene pubblicato. Forse difficilmente possiamo competere con il talento innato di Arturo Bandini e per questo, se siamo aspiranti scrittori, ci può risultare anche un po' antipatico, ma Arturo è anche un uomo innamorato e disperato, che fa di tutto per conquistare la sua amata, che fa di tutto per farla innamorare di lui, con fortune alterne.
E poi Arturo è contraddittorio, vive nella Los Angeles della perdizione, del sesso facile, della droga, del tutto è permesso, ma è anche avvolto nella sua morale Cattolica che lo guida nelle sue scelte nei momenti più impensabili.
La ricerca e il rifiuto di sé, tutto nello stesso libro.
"Due persone in una stanza: una è una donna, l'altra è Arturo Bandini, che non è né carne né pesce, né niente", scrive Fante del suo protagonista. E questo sarà Arturo Bandini per tutto il romanzo.
Siamo noi Arturo, siamo noi le persone alla ricerca di qualcosa, una ricerca che ci rende concreti e tridimensionali, visibili agli altri e accettati da noi stessi come persone piene di contraddizioni.
Gli aspiranti scrittori troveranno in questo libro uno specchio nel quale ricercare traccia della propria passione. Arturo ha talento e riesce facilmente a realizzare scritti, scrive un racconto e glielo pubblicano, scrive una lettera e diventa automaticamente un racconto, scrive un romanzo e subito gli viene pubblicato. Forse difficilmente possiamo competere con il talento innato di Arturo Bandini e per questo, se siamo aspiranti scrittori, ci può risultare anche un po' antipatico, ma Arturo è anche un uomo innamorato e disperato, che fa di tutto per conquistare la sua amata, che fa di tutto per farla innamorare di lui, con fortune alterne.
E poi Arturo è contraddittorio, vive nella Los Angeles della perdizione, del sesso facile, della droga, del tutto è permesso, ma è anche avvolto nella sua morale Cattolica che lo guida nelle sue scelte nei momenti più impensabili.
John Williams, Stoner
Grazie infinite a chi ha avuto l'intuizione, nel 2003, di ristampare questo libro del 1965. La domanda che sorge è: come mai, negli anni '60 non ha avuto lo stesso successo e la stessa considerazione che ha avuto oggi? Provo a dare una mia personale interpretazione dell'accaduto: forse negli anni '60, in un periodo in cui il mondo stava vivendo una sorta di rinascita le persone stavano vivendo un periodo di benessere (apparente o profondo non lo so), ma evidentemente non c'era molto spazio per una introspezione così cruda e spietata.
Poche persone, evidentemente, volevano o erano disposte a riconoscersi in una persona come Stoner, che vive una vita talmente normale, lineare, ordinaria, da essere considerata quasi vuota.
Poche persone, evidentemente, volevano o erano disposte a riconoscersi in una persona come Stoner, che vive una vita talmente normale, lineare, ordinaria, da essere considerata quasi vuota.
In quel periodo la volontà era quella di emergere e di non essere persone ordinarie, come invece è Stoner: una persona che in fondo non si fa molte domande, vive e basta.
Oggi, invece, forse Stoner ci appartiene un po' di più: c'è una consapevolezza più profonda di quanto possa essere ordinaria la vita, ma allo stesso anche speciale, perché è nostra vita. Di questo Williams non parla direttamente, ma è riuscito, in questo romanzo, a rendere straordinaria una vita ordinaria, raccontandola in maniera impeccabile. A volte, leggendo il libro, verrebbe voglia di scuotere Stoner e di dirgli "ma ti rendi conto di quello che ti sta capitando?"
Iscriviti a:
Post (Atom)


