mercoledì 7 febbraio 2018

Virginia Woolf, Gita al faro

1927
Il romanzo si divide in tre parti: la prima racconta un momento della vita di una famiglia il giorno prima di una gita (che non si farà), la seconda parte racconta sostanzialmente la desolazione di una casa abbandonata, la terza parte la famiglia ritorna nella vecchia casa e finalmente organizza la gita che non era stata fatta in passato. Questo il riassunto, scarno e oggettivo, dei fatti.
Il romanzo, in realtà, racconta la vita di una famiglia e di alcune persone che vivono insieme a questa famiglia all'inizio nel corso di una vacanza al mare. La particolarità di queste diverse personalità è che si incrociano ma che non si "incontrano" mai, perché di fatto non riescono a comunicare in maniera efficace.
"Una donna senza cuore, la chiamava; lei non gli diceva mai che lo amava. Ma non era così... non era così. Era solo che non riusciva mai a dire quel che provava".
E' un libro sulla solitudine di ognuno, ricercata, imposta, poco importa. Ognuno è solo.
E' un libro anche costellato di piccole e grandi epifanie che nascono in momenti di vita normale, epifanie che fanno rivedere il mondo da un punto di vista completamente nuovo e più consapevole:
"Ma che cosa ho fatto io della mia vita? Pensò la signora Ramsay, prendendo posto a capotavola e guardando i piatti che vi disegnavano cerchi bianchi".

sabato 3 febbraio 2018

Gente di Dublino, di James Joyce

1914
Questo libro è considerato un un capitolo della storia morale dell'Irlanda. Nella quarta di copertina questi quattordici racconti vengono definiti uno "specchio ben forbito" dei dublinesi, che si osservano mentre non riescono ad andare oltre il loro atteggiamento passivo nei confronti della vita.
Ogni racconto pare una piccola inchiesta etico-sociale anche se Joyce è soprattutto uno scrittore definito "simbolista".
Il racconto conclusivo della raccolta, I morti, è il simbolo dell'ambiguità della vita. Racconta, attraverso una festa di Natale, il microcosmo di una Dublino i cui valori sono a volte legati alle abitudini.
Il protagonista ad un certo punto sente un moto d'amore nei confronti della propria moglie in un momento in cui la vede assorta ed eterea, mentre lei osserva la festa senza essere vista. Scoprirà poi che in quel momento lei stava pensando a un suo amore passato, morto in gioventù.
Quindi ella ha avuto un grande amore, del quale lui non aveva mai saputo nulla. Questi l'aveva amata, amata talmente da morirne. E lui non ne era a conoscenza. Una storia così importante in una vita che lui pensava di conoscere.
Nasce in lui la consapevolezza dell'impossibilità di conoscere del tutto un'altra persona. Qualcosa ci sfugge sempre, qualcosa è sempre relativo. Ogni momento, ogni vita non può che essere vissuta solo dal proprio punto di vista. Da qui nasce la consapevolezza di una profonda solitudine.