Ho iniziato l'anno leggendo questo ultimo libro della Fielding.
A parte il fatto di condividere la sensazione di procedere inevitabilmente verso l'età, ehm... matura, di sentirmi grassa, sgraziata, di essere disordinata, pigra e spesso con qualche "macchia da coccole" sui vestiti, beh, ho in comune con la protagonista la necessità di appuntarmi tutto quello che succede: dalle oscillazioni del peso, alle calorie ingerite, dalle risorse finanziarie ai tentativi velleitari e sporadici di diventare una scrittrice, dalle frasi più significative dette dai miei figli (http://mammadilettante.blogspot.it/), alla confusione che impera nella mia mente...
A parte tutto questo per fortuna il marito c'è ed è un punto di riferimento (quasi sempre).
Comunque è un libro nel quale molte 40-50enni si possono riconoscere, possono sorridere di se stesse e sognare ancora l'amore.
La trama è abbastanza scontata, la lettura è piacevole, i personaggi rassicuranti nei loro consolidati stereotipi.
Sicuramente non vi è la leggerezza e spontaneità dei primi due romanzi "Il diario di Bridget Jones" e "Che pasticcio, Bridget Jones!"
Ritengo personalmente che alcuni passaggi potessero essere raccontati anche senza abbondare in frasi un po' volgari o esageratamente forzate.
Da leggere se si ha voglia di intrattenersi con un libro leggero che non abbia troppe pretese.
Di sicuro ne trarranno un film e temo che l'autrice l'abbia scritto con questo preciso intento (o speranza).
Non è un capolavoro della letteratura, forse non è nemmeno letteratura, forse è solo un romanzo di genere, nemmeno riuscito tanto bene.
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