Libro del 1939.
La ricerca e il rifiuto di sé, tutto nello stesso libro.
"Due persone in una stanza: una è una donna, l'altra è Arturo Bandini, che non è né carne né pesce, né niente", scrive Fante del suo protagonista. E questo sarà Arturo Bandini per tutto il romanzo.
Siamo noi Arturo, siamo noi le persone alla ricerca di qualcosa, una ricerca che ci rende concreti e tridimensionali, visibili agli altri e accettati da noi stessi come persone piene di contraddizioni.
Gli aspiranti scrittori troveranno in questo libro uno specchio nel quale ricercare traccia della propria passione. Arturo ha talento e riesce facilmente a realizzare scritti, scrive un racconto e glielo pubblicano, scrive una lettera e diventa automaticamente un racconto, scrive un romanzo e subito gli viene pubblicato. Forse difficilmente possiamo competere con il talento innato di Arturo Bandini e per questo, se siamo aspiranti scrittori, ci può risultare anche un po' antipatico, ma Arturo è anche un uomo innamorato e disperato, che fa di tutto per conquistare la sua amata, che fa di tutto per farla innamorare di lui, con fortune alterne.
E poi Arturo è contraddittorio, vive nella Los Angeles della perdizione, del sesso facile, della droga, del tutto è permesso, ma è anche avvolto nella sua morale Cattolica che lo guida nelle sue scelte nei momenti più impensabili.

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